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Dolce tipico della tradizione natalizia di Caltagirone, rinomato e diffuso in tutta la Sicilia, con nomenclature diverse, come “Buccellati”, “Cudduruni”, “Cuccidatu”, “Coronato”.

Per la pasta: 1kg. di farina 00
250 gr. di strutto ( t.a.)
100 gr. di zucchero
acqua q. b. Impastare tutti gli ingredienti aggiungendo acqua q.b. per ottenere un impasto liscio, omogeneo e morbido. Lasciare riposare la pasta tutta la notte in una ciotola sigillata con la pellicola. Per il ripieno: 1kg. di mandorle sgusciate
900 gr. di zucchero
cannella
noce moscata
le zeste di 3/4 limoni medi
mezza tazzina di brandy
un uovo intero
4 albumi
semi di vaniglia Tritare al cutter le mandorle molto finemente, aggiungere lo zucchero, gli aromi ( secondo il gusto personale),le zeste di limone, l’uovo intero e gli albumi, formare un impasto morbido che non si sbriciola, eventualmente aggiungere un’ altro albume, infine il brandy. Formato l’impasto lasciare riposare tutta la notte. Preparazione Collorelle: Impastare “la conza” ( il ripieno ) con le mani leggermente unte di olio di semi, e formare come dei lunghi serpenti. Mettere da parte. Dividere la pasta in parti. Stendere le parti con il mattarello prima e poi passarli nella trafilatrice partendo dalla prima tacca, fino al n° 5 con la mia planetaria, al n° 4. Formare delle lunghe strisce. Arrotolare le strisce di pasta con il ripieno. Tagliare le sezioni in base al tipo di collorella che vogliamo fare. A questo punto, utilizzeremo le pinzette per fare i pizzichi che decorano la collorella. Dobbiamo incidere la superficie e creare dei piccoli pizzichi e tirarli fuori senza bucare la pasta. Preriscaldate il forno, infornare le teglie a 200 ° per 15 minuti c.a. Non appena la base delle collorelle è dorata, sono pronte. La superficie deve rimanere pallida. Ogni famiglia ha la sua ricetta, ma la più antica è quella dove c’è il vino cotto.
La collorella prevede tre ripieni diversi, con sola mandorla, con vino cotto, semola, buccia d’arancia tritata, mandorle, e ancora con un impasto simile con aggiunta di miele.
Uno scambio di buone idee… Nelle prime forme di vita urbana dell’Homo sapiens, così come nei laboratori degli scienziati del XXI secolo, passando per le vivaci città rinascimentali, le nuove idee nascono sempre attraverso lo scambio di informazioni e il confronto fra individui. È proprio questa circolazione “liquida” di conoscenza che permette di esplorare nuovi orizzonti e di creare innovazione.
Quando si condivide una comune cultura civica con migliaia di altre persone, le buone idee tendono a riversarsi da una mente all’altra, ecco che si verifica Uno scambio di buone idee!
Lo scambio è sempre produttivo e ci piacerebbe che fosse reciproco, trovo sia giusto riconoscere il lavoro di chi si impegna in un progetto.
Pinze per decorare le collorelle  

I nostri presepi a cura dell’Associazione Amici del Favo, esclusive a Caltagirone.

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95041 Caltagirone CT
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