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Natività Fiamminga

“Una meraviglia ai nostri occhi”

[Salmo 117]

Nell'ambito del Natale a Caltagirone, quest'anno, per la prima volta viene presentato, nella magnifica cornice barocca della chiesa del Gesù, edificio salvatosi dal terremoto del 1693, un corteo storico costituito da circa 30 figure a grandezza umana con abiti in stile barocco. Attraverso un accurato studio iconografico, dei dipinti del primo '600, rintracciati con particolare interesse nelle opere artistiche di grande fama come quelle di Caravaggio, di Velasquez, di Pietro Novelli, di Giuseppe de Ribera e di Carracci. Si è puntata l'attenzione all'abbigliamento di nobili, prelati e popolani.

Il corteo dal titolo Natività fiamminga, figure barocche in adorazione, rappresenta il popolo di Dio , ossia i caltagironesi in adorazione davanti alla tavola della Natività. Sono i nobili calatini, gli artigiani e i contadini che si apprestano ad adorare la nuova immagine collocata da poco nella sua cappella, dove il padre gesuita con grande orgoglio mostra l’opera ai fedeli incuriositi, venuti da tutti i carrugi e angoli della città per ammirarla. Il dipinto risalente al XVI-XVII secolo è attribuito al pittore fiammingo-napoletano Dirk Hendricksz noto come Teodoro d'Errico, sovrasta la tavola, la lunetta raffigurante l'Annunciazione, attribuita ad Antonio Catalano il vecchio, opera risalente alla prima metà del XVII secolo. In questo splendido scenario, il corteo si sposa perfettamente al contesto storico preso in esame. La Natività è collocata all'interno della cappella della famiglia Guerrera, poi Strazzeri, baroni di Cutumino e principi di Sant'Elia.

La chiesa è ricca di bellezze architettoniche ed è impreziosita da opere d'arte realizzate dai più noti artisti del tempo per lo più napoletani e fiorentini tra i quali spicca la figura del pittore Filippo Paladini, attivo in Sicilia a Mazzarino presso la corte di don Fabrizio Branciforti attivo alla fine del 1500 fino al primo decennio del 1600. La realizzazione degli abiti è stata compiuta da abili maestranze calatine che ha usato tessuti di pregio come il damasco, il broccato, i velluti e i rasi, per i nobili, mentre le tele, canapa e cotone per i popolani.

Gli abiti dei personaggi sono stati arricchiti da antiche passamanerie in filigrana in oro e argento, da pietre dure e gioielli. Otto mesi di intenso lavoro sono stati necessari, per il confezionamento di tali costumi. L'associazione Amici del Favo ha curato e ideato tale corteo.

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